di Elio Talarico – Portavoce PD Lissone
Lo spunto nasce dall’articolo pubblicato sul Corriere della Sera di Lunedì 4 maggio che trovate qui.
Non sono assolutamente d’accordo con le riflessioni di Ernesto Galli Della Loggia. Penso, al contrario, nel valore insostituibile dell’alternanza al governo delle città, delle provincie, delle regioni e dello stato. Diffido dei politici di professione. Certo, deve essere data, al “bravo” sindaco, la possibilità di portare a compimento il progetto politico elaborato dalla sua maggioranza e due mandati, penso, che siano sufficienti, oltre tale periodo la fisiologica tendenza al consociativismo e al lobbismo dei politici diventerebbe una male difficile da estirpare. Tutto ciò a danno della democrazia e dei veri interessi della cittadinanza. Non esistono, come sostiene Della Loggia, contrappesi come quello di avere un altissimo consenso elettorale (60-65%) per arginare la deriva “affaristica” dei politici. Badate bene non è un difetto di una parte politica, ma penso sia un limite delle persone. Ricordo un incontro pubblico a Lissone in cui c’erano i candidati sindaci del centrosinistra. Mi colpì molto Faglia (ex Sindaco di Monza) quando, rispetto alla sua esperienza di Sindaco disse più o meno queste parole: “dovete guardarvi dagli amici che prima o poi verranno a bussare alla vostra porta per chiedervi un favore per questo o per quell’altro ed è difficile trovare la giusta distanza, l’equilibrio, dire di no”.
Ciò non significa che il limite di due mandati risolva il problema, però aiuta a limitare l’eventuale danno salvaguardando la democrazia di un territorio. Della Loggia definisce stupido rinunciare all’operato di chi ha fatto bene solo per salvaguardare un principio di alternanza nelle istituzioni. Io invece, penso, che sia fondamentale per la democrazia. E nell’affermare questo parto dalla mia esperienza personale di cittadino, di lissonese, che è nato, è cresciuto, vive e lavora a Lissone. Di amministrazioni locali ne ho viste molte, e in tutte, al di là delle capacità amministrative, si è assisito ad un’occupazione sistematica del potere, che inizialmente portava benefici al territorio, ma che con il passare del tempo si traduceva in un consolidamento di privilegi a vantaggio della classe politica dirigente e dei loro amici, chi più, chi meno. Per questo sono convinto che la classe politica che ci governa a Lissone debba andare a casa, perchè è da troppo tempo al potere e gestisce le istituzioni come fossero casa loro. E questo non è un bene per la democrazia.