di Giancarlo Castoldi
Spero che Civati si candidi alla segreteria nazionale, del Partito Democratico. Che lui sia il legittimo rappresentante dei piombini o dei quarantenni, che dirsi voglia, mi sembra la soluzione più nuova, di rottura rispetto a chi si è candidato attualmenete per guidare il PD dopo il congresso. Sarebbe un modo, intanto, per piantare la propria bandiera (la nostra bandiera) fra i piedi del vecchio (lo chiamo così anche se è più corretto dire l’attuale) gruppo dirigente. Sarebbe un modo per far capire alla vecchia nomenklatura che ne abbiamo le scatole piene, di faide e guerre interne. Reputo Bersani e Franceschini due ottime persone, per bene, ma non rappresentano la politica che vorrei. Persone che hanno contribuito alla fodazione di questo grande importante soggetto politico, ma che già hanno lavorato sull’appoggio di questo o quel big di partito, sullo schema di logiche di potere stucchevoli e non di progetti reali. Io voglio appoggiare la linfa del nuovo, per un paese che deve rinascere e correre su progetti concreti, passando dalle infrastrutture, ad un walfare più vicino alle esigenze di oggi giorno, ad un mondo del lavoro da riformare in chiave moderna ma decisa, alla tutela dell’ambiente. La scelta che vorrei fare oggi è per costrire davvero il partito del futuro. Se Civati dimostrerà questo coraggio, credo siano tanti coloro i quali lo seguiranno in questa avventura. Ci vuole il coraggio suo e di tutti coloro i quali lo sosterranno. Sperando che gli specialisti nello segare sedie, lo aiutino a crescere, ad affrontare i problemi ed accompagnarlo, proteggendolo seriamente in caso di affermazione. Altrimenti si sfascerà tutto.