di Maria Nella Cazzaniga, PD Lissone
Cari amici, in questi giorni è mancato Santino Lissoni, una persona che ho conosciuto quando avevo i calzini corti e mi sento veramente vicina a tutta la famiglia che ha vissuto con riserbo momenti veramente difficili, difficile come sarà l’elaborazione del lutto che si dipanerà nel tempo ma senza nulla dimenticare. …Lo avevo conosciuto mediante la stessa militanza politica, insieme a tanti suoi amici, come Alfredo, Rinaldo e tanti altri.Così giovandomi di un prezioso lavoro di vecchi documenti, fotografie etc , una vera storia del PCI di Lissone fino ai Ds ho ripercorso un po’ della sua vita. In quel carteggio ho trovato un certo documento da lui sottoscritto nel 1972, come consigliere comunale dello PSIUP, che voleva rendere partecipe l’Amministrazione Comunale per la chiusura di alcune fabbriche e della conseguente difficoltà per tanti lavoratori e per le loro famiglie: chiusure, ma anche violazioni delle libertà sindacali, con minacce a componenti della commissione interna in questo caso della IVM. Chiedeva , quella interrogazione un atto di solidarietà da parte del sindaco e dell’intero consiglio comunale verso i lavoratori e i loro rappresentanti. Di quanti problemi si occupava a livello istituzionale con quei comunisti dal profilo amendoliano e riformista: dei lavoratori, del problema dei quartieri della produzione e dello sviluppo dell’artigianato mobiliero, delll’apertura dell’Asilo Nido…etc. Poi aderì al PCI e operò con tenacia ,insieme ad Alfredo ed altri per una vera svolta di apertura culturale, inserendo nelle elezioni del 1975 nella lista comunista, un buon numero di Indipendenti Autonomi , persone non iscritte ai partiti, per un rinnovamento, , per “superare le chiusure..per colmare la frattura che si è creata in questi anni fra cittadini lissonesi, partiti e Amministrazione Comunale…per allargare la classe dirigente..per concorrere ad una maggiore efficienza ed autorevolezza del Comune. “ Faceva da apertura nel frontespizio di quei fogli spartani di propaganda elettorale alcune bellissime colombe simbolo di pace disegnate da Gino Meloni, poi candidatosi nell’80 sempre nel Gruppo Autonomo degli Indipendenti. Quei fogli erano stampati dalla Tipografia Lissoni…..Una vita la sua intensa, passata anche da un fattivo contributo alla lotta di Liberazione, una vita sempre stretta con gli affetti famigliari e dedita al proprio lavoro . Non sarà strano pensare di vederlo in qualche pausa dall’attività parlare animatamente in via Basldironi con tanti amici e conoscenti, sempre attento fino a qualche settimana fa a tutte le cose del mondo e della sua città. Da parte mia e di tanti altri un forte abbraccio all’amica Cosetta.